Altrove - Paolo Mazzanti

West Papua indonesiano

1 Agosto 2019
Oceania

Una vera spedizione nel West Papua indonesiano, ex Irian Jaya, è un’esperienza unica per i viaggiatori che privilegiano l’approfondimento antropologico e lo spirito avventuroso, affascinati dalle esplorazioni in territori poco battuti dal turismo ed interessati ad incontrare popolazioni primitive uniche al mondo e isolate fino a pochissimi decenni fa. Inaugurata come provincia nel 2003, West Papua fu inizialmente chiamata West Irian Jaya fino al 2007.

Negli archivi portoghese e spagnolo la parola Papua è un termine usato per i residenti che abitano nelle isole Raja Ampat e nelle zone costiere della penisola di Bird’s Head. Secondo FC Kamma, un missionario che è anche un linguista, “sup-i-papwah” viene dalla lingua Biak che significa “terra sotto il tramonto”.
A quel tempo, i residenti dell’isola di Biak durante il tempo soleggiato potevano vedere una grande isola situata a ovest, l’sola sotto il tramonto.

Composta da dodici reggenze e una città, la provincia di West Papua gode di uno status autonomo speciale come concesso dalla legislazione indonesiana e si distingue dal limitrofo territorio, costituente lo stato indipendente di Papua Nuova Guinea.
L’estate è il periodo più adatto (e meno umido) per visitare il suo territorio, prevalentemente ricoperto da un’antica foresta pluviale, in cui vivono numerose tribù tradizionali come i Dani, Lani e Yali, per poi scendere nei bassipiani tra muri di foresta impenetrabile fino al Mare d’Arafura lungo il fiume Brazza e il fiume Siret, nei territori abitati dai Koroway, popolo di cacciatori-raccoglitori, che vivono in capanne costruite sugli alberi a decine di metri di altezza, e gli Asmat, un tempo conosciuti come tagliatori di testi e per la pratica del cannibalismo.

La galleria fotografica è visionabile qui.

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